Compravendita Immobiliare: Guida Step-by-Step per Comprare Casa

05 May 2026

Compravendita Immobiliare: Guida Pratica Step-by-Step per Chi Compra Casa

Comprare casa è probabilmente la decisione finanziaria più importante della tua vita, eppure nessuno ti insegna come affrontarla. La compravendita immobiliare è un percorso fatto di fasi precise, documenti, scadenze e costi che — se non conosci in anticipo — possono trasformarsi in brutte sorprese. Questa guida è pensata per accompagnarti passo dopo passo, dalla prima visita fino alla consegna delle chiavi, con il linguaggio chiaro e gli esempi concreti che avresti voluto trovare fin dall'inizio.


Cos'è la compravendita immobiliare (e perché devi conoscere ogni fase)

La compravendita immobiliare è, nella sua definizione giuridica, il contratto con cui una parte (il venditore) trasferisce la proprietà di un immobile all'altra parte (l'acquirente) in cambio del pagamento di un prezzo. Lo dice l'articolo 1470 del Codice Civile, che disciplina la vendita in generale. Fin qui, semplice.

Nella pratica, però, la compravendita non è un singolo atto: è un processo che si sviluppa nell'arco di settimane o mesi, attraverso cinque macro-fasi che funzionano come una catena. Saltarne una o affrontarla con superficialità può compromettere l'intera operazione.

Ecco la mappa del viaggio che affronterai:

  1. Ricerca e trattativa — Trovi l'immobile, lo valuti, negozi il prezzo.
  2. Proposta d'acquisto e caparra — Metti nero su bianco la tua intenzione e versi un primo importo.
  3. Compromesso (preliminare) — Firmi un contratto vincolante che fissa tutti i dettagli.
  4. Mutuo — Ottieni il finanziamento bancario, in parallelo con le altre fasi.
  5. Rogito notarile — L'atto definitivo davanti al notaio: la casa diventa tua.

Questa guida segue esattamente questa sequenza. Ogni sezione è pensata per essere autoconclusiva: puoi leggerla tutta d'un fiato oppure tornare a consultare la singola fase quando ci arrivi concretamente.

A chi si rivolge? Principalmente a chi affronta il primo acquisto, ma anche a chi compra per la seconda volta e vuole rinfrescare la memoria su tempistiche, costi e documenti. Troverai indicazioni sia per l'acquisto da privato sia per quello da costruttore, perché le differenze — soprattutto fiscali — sono rilevanti.

Una precisazione importante: la compravendita non è solo una questione legale. È un intreccio di decisioni finanziarie, burocratiche e personali. Qui non troverai un trattato giuridico, ma una guida operativa scritta dalla prospettiva di chi compra.


Fase 1: Ricerca dell'immobile e trattativa

Come valutare un immobile prima della proposta

Hai trovato la casa che ti piace. L'emozione è forte, ma questo è il momento in cui devi essere più lucido. Prima di fare qualsiasi proposta, ci sono tre verifiche che non puoi saltare:

Visura catastale. Serve a controllare chi è il reale proprietario dell'immobile, se ci sono ipoteche, pignoramenti o altri vincoli. La puoi richiedere online tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate o presso gli uffici provinciali del Catasto. Se l'immobile risulta intestato a una persona diversa dal venditore, fermati subito e chiedi chiarimenti.

Attestato di Prestazione Energetica (APE). Il venditore è obbligato a fornirtelo. Oltre a indicare la classe energetica (dalla A4 alla G), ti dà un'idea concreta dei costi di riscaldamento e raffrescamento. Una classe bassa non è necessariamente un problema, ma è una leva negoziale che puoi usare.

Conformità urbanistica e catastale. Verifica che lo stato di fatto dell'immobile corrisponda a quanto depositato in Comune (conformità urbanistica) e al Catasto (conformità catastale). Difformità come una parete abbattuta senza permesso, una veranda chiusa abusivamente o una diversa distribuzione degli spazi possono bloccare il rogito o generare costi imprevisti per la sanatoria. Questa è la red flag più insidiosa: molti acquirenti la scoprono troppo tardi.

Trattativa sul prezzo: leve concrete

Il prezzo richiesto non è quasi mai il prezzo finale. Ecco tre leve che puoi utilizzare in modo trasparente:

  • Tempo sul mercato. Se l'immobile è in vendita da più di sei mesi, il venditore potrebbe essere più disponibile a scendere. Chiedi all'agente da quanto tempo è pubblicato l'annuncio.
  • Difetti rilevati. Classe energetica bassa, lavori di ristrutturazione necessari, impianti da adeguare: sono tutti elementi che giustificano una proposta inferiore al prezzo richiesto.
  • Urgenza del venditore. Un venditore che ha già comprato un altro immobile o che deve trasferirsi per lavoro ha una motivazione in più a chiudere rapidamente, anche a un prezzo leggermente inferiore.

Un margine di trattativa del 5-10% rispetto al prezzo di partenza è abbastanza comune nel mercato italiano, ma dipende molto dalla zona e dalla domanda.

Il ruolo dell'agente immobiliare

Se acquisti tramite agenzia, sappi che la provvigione media in Italia si aggira tra il 2% e il 4% del prezzo di vendita, più IVA al 22%. Su un immobile da 220.000 euro, significa una spesa compresa tra 5.368 e 10.736 euro (IVA inclusa). La provvigione è dovuta nel momento in cui l'affare si conclude, cioè quando proposta o preliminare vengono accettati grazie alla mediazione dell'agente.

Puoi provare a negoziare la percentuale, soprattutto se il valore dell'immobile è elevato. Alcuni agenti accettano una provvigione fissa anziché percentuale. In ogni caso, verifica sempre che l'agenzia sia regolarmente iscritta alla Camera di Commercio e che il mediatore sia abilitato.


Fase 2: Proposta d'acquisto e caparra

Proposta d'acquisto vs preliminare: la differenza che molti ignorano

Questo è uno dei punti di confusione più frequenti tra chi compra casa per la prima volta. La proposta d'acquisto e il contratto preliminare (compromesso) sono due atti distinti, anche se nella pratica a volte vengono sovrapposti.

La proposta d'acquisto irrevocabile è l'offerta formale che presenti al venditore, generalmente tramite l'agenzia immobiliare. È un atto unilaterale: tu ti impegni a comprare a quelle condizioni per un periodo definito (di solito 7-15 giorni), ma il venditore è libero di accettare o rifiutare. Diventa un contratto vincolante per entrambe le parti solo nel momento in cui il venditore accetta e l'accettazione ti viene comunicata.

Il contratto preliminare (o compromesso), invece, è un vero e proprio contratto bilaterale, più dettagliato, che obbliga entrambe le parti a stipulare il rogito definitivo. Lo vedremo nel dettaglio nella prossima sezione.

Il problema nasce quando la proposta d'acquisto è scritta in modo così completo da funzionare, di fatto, come un preliminare. In quel caso, potresti trovarti vincolato senza aver negoziato clausole importanti. Leggi sempre con attenzione ogni riga prima di firmare.

Caparra confirmatoria vs caparra penitenziale

Al momento della proposta, verserai quasi certamente una somma di denaro. Ma non tutte le caparre sono uguali, ed è fondamentale che tu sappia cosa stai firmando. Per approfondire le differenze tra caparra confirmatoria e penitenziale, ti consiglio di leggere la nostra guida dedicata.

Caparra confirmatoria (la più comune). Se l'acquirente si ritira, perde la caparra. Se il venditore si ritira, deve restituire il doppio della caparra. In più, la parte non inadempiente può chiedere l'esecuzione forzata del contratto o il risarcimento del danno.

Caparra penitenziale. Funziona come un "prezzo del ripensamento": chi si ritira perde la caparra (o la restituisce raddoppiata), ma l'altra parte non può pretendere nulla di più. È una via d'uscita pulita, ma meno tutelante.

L'importo tipico della caparra va dal 5% al 10% del prezzo di vendita. Su un immobile da 220.000 euro, parliamo di una cifra compresa tra 11.000 e 22.000 euro. Non è un importo trascurabile: assicurati di aver compreso perfettamente le conseguenze di ciò che firmi.

Vale la pena anche capire la differenza tra acconto e caparra, perché hanno effetti giuridici completamente diversi in caso di inadempimento.

Checklist documenti da allegare alla proposta

Prima di presentare la proposta, assicurati di avere (o di aver visionato):

  • Documento d'identità e codice fiscale di entrambe le parti
  • Visura catastale aggiornata
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE)
  • Planimetria catastale (per verificare la corrispondenza con lo stato di fatto)
  • Assegno o bonifico per la caparra
  • Eventuali delibere condominiali rilevanti (lavori straordinari approvati o in corso)
  • Certificato di conformità degli impianti (se disponibile)

Fase 3: Il compromesso (contratto preliminare)

Cosa deve contenere il preliminare

Il compromesso è il vero cuore contrattuale della compravendita. È il documento che fissa le regole del gioco fino al rogito, e un preliminare scritto male può costarti caro. Ecco gli elementi essenziali che deve contenere:

Clausole essenziali:
- Identificazione completa delle parti (acquirente e venditore)
- Descrizione dettagliata dell'immobile (indirizzo, dati catastali, pertinenze come cantina o posto auto)
- Prezzo di vendita e modalità di pagamento
- Importo e natura della caparra già versata
- Data prevista per il rogito
- Stato dell'immobile (libero da persone e cose, oppure condizioni specifiche)

Clausole consigliate (che fanno la differenza):
- Clausola sospensiva per il mutuo (ne parliamo tra poco: è fondamentale)
- Dichiarazione di conformità urbanistica e catastale a carico del venditore
- Elenco degli impianti e relativa conformità
- Penali in caso di ritardo nella consegna
- Ripartizione delle spese condominiali ordinarie e straordinarie
- Clausola su eventuali vizi occulti

Registrazione e trascrizione: costi e tutele

Una volta firmato, il contratto preliminare deve essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla firma (o 30 giorni se stipulato con atto notarile). I costi della registrazione sono:

  • Imposta di registro fissa: 200 euro
  • Imposta di bollo: 16 euro ogni 4 facciate o ogni 100 righe
  • Imposta di registro proporzionale: 0,50% sulla caparra confirmatoria (che verrà poi detratta dalle imposte dovute al rogito)

Oltre alla registrazione, esiste la trascrizione del preliminare nei registri immobiliari. È facoltativa, costa di più (richiede l'intervento del notaio, con un costo aggiuntivo indicativo di 600-1.000 euro tra onorario e tasse), ma offre una protezione enorme: se il venditore, dopo aver firmato il compromesso con te, dovesse vendere l'immobile a un altro acquirente o subire un pignoramento, la trascrizione ti rende opponibile ai terzi. In pratica, il tuo diritto prevale. Per immobili di valore elevato o in situazioni in cui il venditore ha debiti, è un investimento che vale ogni centesimo.

Tempistiche e clausola sospensiva per il mutuo

Il periodo tra compromesso e rogito dura mediamente tra i 60 e i 120 giorni, a seconda della complessità dell'operazione e dei tempi della banca per l'erogazione del mutuo.

Ed è proprio qui che entra in gioco la clausola sospensiva per il mutuo: una clausola che rende il contratto preliminare efficace solo se la banca approva il finanziamento entro una data stabilita. Se il mutuo non viene concesso, il contratto si scioglie e la caparra ti viene restituita integralmente.

Inseriscila sempre. Sempre. Senza questa clausola, se la banca rifiuta il mutuo, sei comunque vincolato al preliminare e rischi di perdere la caparra. Molti venditori e agenzie la accettano senza problemi, perché è una prassi consolidata. Se qualcuno si oppone, consideralo un segnale d'allarme.


Fase 4: Il mutuo — come incastrarlo nella compravendita

La timeline parallela: quando muoversi

Uno degli errori più comuni dei first-time buyer è pensare al mutuo solo dopo aver firmato il compromesso. In realtà, la richiesta di mutuo deve partire in parallelo con la proposta d'acquisto, se non addirittura prima.

Ecco la timeline ideale:

  • Prima della ricerca: Fai una pre-valutazione della tua capacità di indebitamento. Molte banche offrono una pre-delibera (o predelibera) gratuita che ti dice quanto puoi ottenere. Questo ti evita di innamorarti di case che non puoi permetterti.
  • Al momento della proposta: Presenta formalmente la richiesta di mutuo. La banca avvia l'istruttoria.
  • Tra proposta e compromesso: La banca effettua la perizia sull'immobile.
  • Tra compromesso e rogito: Arriva la delibera definitiva e la banca prepara l'erogazione.

Se segui questa tempistica, arrivi al rogito con il mutuo già pronto. Se aspetti il compromesso per iniziare, rischi di sforare le date e trovarti sotto pressione.

Per una panoramica completa su requisiti e procedura, leggi la nostra guida completa al mutuo prima casa.

Perizia bancaria e delibera: cosa può andare storto

La perizia è il momento in cui un tecnico incaricato dalla banca visita l'immobile per verificare che il suo valore sia congruente con il prezzo di acquisto e con l'importo del mutuo richiesto. Ecco i problemi più frequenti:

  • Valore peritale inferiore al prezzo di acquisto. Se la banca valuta l'immobile 200.000 euro ma tu lo stai comprando a 220.000 euro, il mutuo sarà calcolato sul valore inferiore. Dovrai coprire la differenza con risorse proprie.
  • Difformità catastali o urbanistiche. Se il perito rileva abusi edilizi non sanati, la banca può bloccare l'erogazione fino alla regolarizzazione.
  • Problemi documentali. Documenti mancanti o incompleti rallentano l'istruttoria. Prepara tutto in anticipo.

Controlla attentamente i requisiti per ottenere un mutuo prima di avviare la pratica, per evitare sorprese.

Tasso fisso, variabile e agevolazioni

La scelta tra tasso fisso o variabile merita un approfondimento a parte, ma in sintesi: il tasso fisso ti garantisce una rata costante per tutta la durata del mutuo; il tasso variabile parte solitamente più basso ma può oscillare nel tempo in funzione degli indici di riferimento (Euribor e IRS). La scelta dipende dalla tua propensione al rischio e dalla durata del finanziamento.

Se hai meno di 36 anni e un ISEE entro determinati limiti, puoi accedere al Fondo di Garanzia Consap, che garantisce fino all'80% della quota capitale del mutuo, rendendo più facile ottenere il finanziamento anche senza un grande anticipo. Per tutti i dettagli sulle agevolazioni under 36, abbiamo una guida aggiornata.

Se non disponi di un anticipo significativo, valuta anche la possibilità di un mutuo al 100%, che copre l'intero valore dell'immobile: è più raro e ha condizioni più stringenti, ma con il Fondo Consap diventa accessibile.

Se vuoi confrontare le offerte di mutuo disponibili per la tua situazione specifica, il comparatore di CasaNinja ti permette di visualizzare in pochi minuti le proposte delle principali banche italiane, senza impegno.


Fase 5: Il rogito notarile (atto di compravendita)

Cosa succede il giorno del rogito

Il rogito è l'atto finale, il momento in cui la proprietà dell'immobile passa ufficialmente dal venditore a te. Si svolge nello studio del notaio, che tu hai il diritto di scegliere (e pagare). Ecco la sequenza tipica:

  1. Il notaio verifica l'identità di tutte le parti presenti (acquirente, venditore, eventuale rappresentante della banca se c'è un mutuo).
  2. Legge ad alta voce l'atto di compravendita, che include la descrizione dell'immobile, il prezzo, le modalità di pagamento e tutte le dichiarazioni di legge.
  3. Se hai un mutuo, si stipula contestualmente il contratto di mutuo e l'iscrizione dell'ipoteca a favore della banca.
  4. Consegni gli assegni circolari (il saldo prezzo al venditore, le imposte e l'onorario al notaio). Attenzione: il pagamento del saldo deve avvenire tramite mezzi tracciabili — assegni circolari, bonifici bancari o assegni non trasferibili.
  5. Firmi l'atto, ritiri le chiavi.

Documenti da portare il giorno del rogito:
- Documento d'identità valido e codice fiscale
- Copia del compromesso e ricevuta di registrazione
- Assegni circolari intestati come indicato dal notaio
- Stato di famiglia e residenza (se richiesti per le agevolazioni prima casa)
- Eventuale documentazione relativa al mutuo

Costi notarili reali

L'onorario del notaio varia in base al valore dell'immobile e alla complessità dell'atto. Per un approfondimento completo, consulta la nostra guida sulle spese notarili acquisto casa. Ecco una tabella indicativa:

Valore immobile Onorario notarile (stima) — Prima casa Onorario notarile (stima) — Seconda casa
Fino a 100.000 euro 1.500 – 2.000 euro 1.800 – 2.500 euro
Da 100.000 a 250.000 euro 2.000 – 3.000 euro 2.500 – 3.500 euro
Da 250.000 a 500.000 euro 3.000 – 4.000 euro 3.500 – 5.000 euro
Oltre 500.000 euro 4.000 – 6.000 euro 5.000 – 7.000 euro

Questi importi sono indicativi e comprendono il solo onorario professionale, escluse le imposte. Se acquisti una seconda casa, i costi notarili per la seconda casa sono sensibilmente più alti, sia per gli onorari sia per la tassazione.

Imposte alla compravendita

Le imposte variano a seconda che tu acquisti da un privato o da un costruttore (soggetto IVA), e che si tratti di prima o seconda casa.

Acquisto da privato:

Imposta Prima casa Seconda casa
Imposta di registro 2% del valore catastale (minimo 1.000 euro) 9% del valore catastale (minimo 1.000 euro)
Imposta ipotecaria 50 euro (fissa) 50 euro (fissa)
Imposta catastale 50 euro (fissa) 50 euro (fissa)

Acquisto da costruttore (soggetto IVA):

Imposta Prima casa Seconda casa
IVA 4% del prezzo di vendita 10% del prezzo di vendita
Imposta di registro 200 euro (fissa) 200 euro (fissa)
Imposta ipotecaria 200 euro (fissa) 200 euro (fissa)
Imposta catastale 200 euro (fissa) 200 euro (fissa)

Un dettaglio importante: nell'acquisto da privato come prima casa, l'imposta di registro si calcola sul valore catastale dell'immobile (rendita catastale rivalutata x 115,5), non sul prezzo di vendita. Questo sistema, chiamato "prezzo-valore", è quasi sempre vantaggioso per l'acquirente.

Se usufruisci delle agevolazioni prima casa, ti consiglio di leggere anche la nostra guida sulle agevolazioni abitazione principale per non perdere nessun beneficio.


Tutti i costi della compravendita immobiliare (tabella riepilogativa)

La tabella a colpo d'occhio

Ecco un riepilogo completo di tutti i costi che intervengono in una compravendita, con l'indicazione di chi li sostiene:

Voce di costo Range indicativo A carico di
Provvigione agenzia immobiliare 2-4% + IVA del prezzo Acquirente (e venditore)
Caparra confirmatoria 5-10% del prezzo Acquirente (parte del prezzo)
Registrazione preliminare 200 euro + bolli + 0,50% caparra Acquirente (di solito)
Trascrizione preliminare (facoltativa) 600-1.000 euro Acquirente
Perizia bancaria 200-350 euro Acquirente
Istruttoria mutuo 0,5-1% dell'importo del mutuo Acquirente
Imposta sostitutiva mutuo 0,25% (prima casa) / 2% (seconda casa) Acquirente
Onorario notarile (rogito + mutuo) 2.000-4.500 euro Acquirente
Imposte compravendita (prima casa, da privato) 2% valore catastale + 100 euro fissi Acquirente
Conformità catastale (se necessaria) 500-1.500 euro Venditore (ma da negoziare)
Certificato di agibilità Variabile Venditore
Voltura utenze (luce, gas, acqua) 50-100 euro per utenza Acquirente
Trasloco 500-2.000 euro Acquirente

Costi spesso dimenticati

Oltre alle voci principali, ci sono spese che molti acquirenti non mettono in conto:

  • Conformità catastale: se la planimetria catastale non corrisponde allo stato di fatto, serve un tecnico per l'aggiornamento. Il costo è a carico del venditore, ma in sede di trattativa tutto è negoziabile.
  • Certificato di agibilità: se manca, la vendita può comunque avvenire (salvo diversi accordi), ma la sua assenza può creare problemi futuri.
  • Voltura delle utenze: luce, gas, acqua — ogni voltura ha un costo amministrativo.
  • Spese condominiali arretrate: per legge, l'acquirente è solidalmente responsabile con il venditore per le spese dell'anno in corso e di quello precedente. Verifica lo stato dei pagamenti prima del rogito.

Ricorda inoltre che, se hai un mutuo prima casa, puoi detrarre gli interessi del mutuo nella dichiarazione dei redditi, fino a un massimo di 4.000 euro annui, con un risparmio del 19%. Per valutare correttamente il costo del tuo mutuo, è utile anche capire TAN e TAEG, i due indicatori che determinano il costo effettivo del finanziamento.

Esempio numerico completo: trilocale a 220.000 euro

Vediamo nel concreto quanto costa comprare un trilocale a 220.000 euro, acquistato da privato come prima casa, con mutuo all'80% (176.000 euro) della durata di 25 anni.

Ipotesi:
- Rendita catastale dell'immobile: 800 euro
- Valore catastale (rendita x 1,05 x 110): 92.400 euro
- Provvigione agenzia: 3% + IVA
- Onorario notarile comprensivo di rogito e atto di mutuo

Voce Importo stimato
Caparra confirmatoria (da scalare dal saldo) 22.000 euro
Provvigione agenzia (3% + IVA 22%) 8.052 euro
Registrazione preliminare (200 + bolli + 0,50% su caparra) 330 euro circa
Imposta di registro (2% di 92.400 euro) 1.848 euro
Imposta ipotecaria + catastale 100 euro
Onorario notarile (rogito + mutuo) 3.000 euro circa
Perizia bancaria 300 euro
Istruttoria mutuo (0,50% di 176.000) 880 euro
Imposta sostitutiva mutuo (0,25% di 176.000) 440 euro
Voltura utenze 200 euro circa
Totale costi accessori (escluso prezzo immobile) circa 15.150 euro

In questo esempio, oltre ai 220.000 euro del prezzo di acquisto, devi mettere in conto circa 15.000-16.000 euro di costi accessori. È una cifra che molti sottovalutano e che può fare la differenza nella pianificazione del budget.


Errori comuni e checklist finale

I 5 errori più frequenti dei first-time buyer

Dopo aver accompagnato migliaia di acquirenti nel loro percorso, questi sono gli errori che vediamo ripetere più spesso:

1. Non verificare la conformità urbanistica prima della proposta. È il classico errore che emerge al momento della perizia bancaria o, peggio, al rogito. Una veranda abusiva, una cameretta ricavata senza permesso, un soppalco non dichiarato: basta poco per bloccare tutto. Fai controllare la conformità da un tecnico di fiducia prima di impegnarti.

2. Non inserire la clausola sospensiva per il mutuo. Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ribadirlo: senza questa clausola, se la banca rifiuta il mutuo perdi la caparra. Non è un rischio teorico — succede più spesso di quanto pensi, soprattutto quando il valore peritale risulta inferiore al prezzo di acquisto.

3. Sottovalutare i tempi bancari. L'istruttoria del mutuo richiede mediamente 30-60 giorni, ma può allungarsi in caso di documentazione incompleta, perizie negative o periodi di forte carico per la banca. Inizia presto e tieni un margine di sicurezza sulle date del compromesso.

4. Non leggere il regolamento condominiale. Può contenere limitazioni importanti: divieto di destinazione a uso professionale, restrizioni sugli animali domestici, vincoli sulle modifiche alle parti comuni. Chiedi di visionarlo prima della proposta.

5. Concentrarsi solo sul prezzo dell'immobile, ignorando i costi accessori. Come abbiamo visto nell'esempio numerico, i costi aggiuntivi possono superare i 15.000 euro. Se non li prevedi, rischi di trovarti in difficoltà proprio nelle fasi finali.

Checklist: le cose da verificare prima di firmare

Ecco una checklist sintetica delle verifiche e dei documenti da controllare in ogni fase della compravendita. Tienila a portata di mano e spunta ogni voce man mano che procedi:

Prima della proposta:
- Visura catastale aggiornata
- Visura ipotecaria (per verificare assenza di ipoteche o pignoramenti)
- Attestato di Prestazione Energetica (APE)
- Planimetria catastale confrontata con lo stato di fatto
- Conformità urbanistica verificata da un tecnico
- Regolamento condominiale e verbali delle ultime assemblee
- Certificato di agibilità
- Situazione delle spese condominiali (ordinarie e straordinarie)

Prima del compromesso:
- Pre-delibera del mutuo ottenuta
- Clausola sospensiva per il mutuo inserita nel testo
- Verifica di eventuali servitù o vincoli sull'immobile
- Accordo chiaro su cosa resta nell'immobile (arredi, elettrodomestici)

Prima del rogito:
- Delibera definitiva del mutuo ricevuta
- Assegni circolari preparati secondo le indicazioni del notaio
- Verifica che l'immobile sia libero da persone e cose (salvo accordi diversi)
- Lettura bozza dell'atto notarile (richiedila al notaio almeno una settimana prima)
- Volture utenze programmate

Quando serve un avvocato immobiliarista

Il notaio è obbligatorio per il rogito ed è una garanzia di legalità dell'atto. Ma il notaio tutela la correttezza formale dell'operazione, non necessariamente i tuoi interessi specifici come acquirente.

Un avvocato immobiliarista è consigliabile quando:

  • La compravendita presenta complessità particolari (immobili ereditati da più soggetti, immobili con vincoli, donazioni pregresse)
  • Vuoi far redigere o revisionare il contratto preliminare con clausole su misura
  • Ci sono contenziosi in corso sull'immobile o sul condominio
  • Acquisti a un'asta giudiziaria

Il costo di una consulenza legale specializzata varia tra i 500 e i 1.500 euro, a seconda della complessità. Rispetto al valore dell'operazione, è un investimento che può evitarti problemi molto più costosi.


Domande frequenti sulla compravendita immobiliare

Quanto tempo dura una compravendita immobiliare dall'inizio alla fine?

Dal momento in cui trovi l'immobile fino al rogito, una compravendita immobiliare dura mediamente tra i 3 e i 6 mesi. Le variabili principali sono i tempi di istruttoria del mutuo, la disponibilità del venditore e l'eventuale necessità di sanare difformità urbanistiche o catastali. Se acquisti senza mutuo, i tempi si accorciano sensibilmente: in alcuni casi è possibile chiudere in 30-45 giorni.

Posso fare a meno del notaio nella compravendita?

No. In Italia il rogito notarile è obbligatorio per il trasferimento della proprietà immobiliare. Il notaio è un pubblico ufficiale che garantisce la legalità dell'atto, verifica l'assenza di ipoteche e vincoli, e provvede alla trascrizione nei registri immobiliari. Puoi scegliere liberamente quale notaio incaricare, e il diritto di scelta spetta all'acquirente, che sostiene il costo.

Cosa succede se la banca non concede il mutuo dopo il compromesso?

Se hai inserito nel contratto preliminare una clausola sospensiva legata all'ottenimento del mutuo, il contratto si scioglie automaticamente e la caparra ti viene restituita. Se invece non hai previsto questa clausola, sei comunque obbligato a rispettare il contratto: dovrai trovare un finanziamento alternativo oppure rischiare di perdere la caparra versata e subire un'eventuale richiesta di risarcimento danni da parte del venditore.

Qual è la differenza tra prezzo di vendita e valore catastale?

Il prezzo di vendita è l'importo concordato tra acquirente e venditore. Il valore catastale è un valore fiscale calcolato sulla rendita catastale dell'immobile, rivalutata secondo coefficienti stabiliti dalla legge (per la prima casa: rendita catastale x 1,05 x 110). Nell'acquisto da privato, grazie al meccanismo del "prezzo-valore", le imposte di registro si calcolano sul valore catastale — che è quasi sempre inferiore al prezzo effettivo — rendendo l'operazione fiscalmente più conveniente.

Comprare da costruttore o da privato: cosa cambia?

La differenza principale è fiscale. Acquistando da privato paghi l'imposta di registro (2% prima casa, 9% seconda casa) calcolata sul valore catastale. Acquistando da costruttore (soggetto IVA, entro 5 anni dalla fine lavori), paghi l'IVA (4% prima casa, 10% seconda casa) calcolata sul prezzo di vendita, che è quasi sempre più alto del valore catastale. Questo rende l'acquisto da costruttore generalmente più oneroso dal punto di vista fiscale, anche se la differenza va valutata caso per caso considerando anche la qualità e le garanzie offerte sugli immobili nuovi.


Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni fiscali e normative si riferiscono alla legislazione vigente alla data di pubblicazione. Per situazioni specifiche, consulta sempre un professionista qualificato.

Autore: Adriano Sanges

Calcola il Tuo Potere d'Acquisto

Usa il nostro calcolatore gratuito per scoprire quanto puoi permetterti di spendere per la tua casa.

Vai al Calcolatore