Vendere Casa con Mutuo in Corso: Come Funziona, 3 Modi, Tempi e Costi

29 May 2026

Vendere Casa con il Mutuo in Corso: Come Funziona

Vendere casa con il mutuo ancora attivo è una situazione molto più frequente di quanto si pensi: cambi di vita, trasferimenti, divorzi, ridimensionamento dopo i figli, opportunità di acquisto altrove. Ogni anno in Italia si stima che oltre il 40% delle case vendute abbia un mutuo ancora in corso al momento del rogito.

In questa guida ti spieghiamo i tre modi per gestire il mutuo durante la vendita, la procedura passo-passo, e come calcolare il netto che effettivamente ti resta in tasca.

Si può vendere casa con mutuo? Sì, e tre modi diversi

La risposta breve: sì, puoi vendere una casa anche se il mutuo è ancora in corso. La banca non ha potere di opporsi alla vendita. Quello che cambia è come il mutuo viene gestito al momento del rogito.

Le tre strade possibili sono:

Modalità Quando si usa Chi gestisce Complessità
Estinzione al rogito Caso più frequente Il notaio paga la banca con il prezzo incassato Bassa
Accollo del mutuo Quando le condizioni del mutuo sono buone Compratore subentra al venditore Media (serve approvazione banca)
Surroga del compratore Compratore accende un nuovo mutuo che estingue il tuo Banca compratore + notaio Media

Vediamole una a una.

Modo 1: Estinzione al rogito (il caso classico)

È la modalità usata nell'85-90% delle vendite con mutuo in corso. Funziona così:

Passo 1: Conteggio di estinzione

Circa 7-10 giorni prima del rogito, il notaio invia una richiesta formale alla tua banca per il conteggio di estinzione: l'importo esatto necessario per chiudere il mutuo a una data specifica (la data del rogito).

La banca risponde entro 5 giorni con un documento che indica:
- Capitale residuo
- Interessi maturati fino alla data
- Eventuali commissioni (rare per mutui prima casa post-2007)

Esempio: mutuo originario 200.000 €, dopo 8 anni di pagamento il capitale residuo è di 162.000 €. Aggiungendo gli interessi di 15 giorni e una piccola commissione amministrativa, il conteggio finale potrebbe essere 162.450 €.

Passo 2: Rogito e flussi di pagamento

Al momento del rogito notarile, succede tutto in pochi minuti:

  1. Il compratore versa il prezzo totale al notaio (bonifico immediato — sempre più diffuso — o assegno circolare).
  2. Il notaio paga immediatamente la banca del venditore, con bonifico, per l'importo del conteggio di estinzione (162.450 €).
  3. La differenza tra prezzo di vendita e mutuo residuo viene girata al venditore.
  4. La banca cancella l'ipoteca entro 30 giorni dalla quietanza (procedura automatica e gratuita per la Bersani).

Esempio numerico:
- Prezzo di vendita: 250.000 €
- Conteggio estinzione mutuo: 162.450 €
- Spese notarili a carico del venditore: ~1.000 €
- Provvigione agenzia (3% + IVA): 9.150 €
- Netto per il venditore: 77.400 €

Passo 3: Cancellazione dell'ipoteca

Per i mutui prima casa di persone fisiche post-2007, la cancellazione dell'ipoteca è gratuita e automatica (Legge Bersani, D.L. 7/2007):

  • Entro 30 giorni dall'estinzione, la banca trasmette telematicamente all'Agenzia delle Entrate la quietanza
  • L'iscrizione ipotecaria viene cancellata senza atto notarile aggiuntivo
  • Nessun costo per il venditore

Per gli altri mutui (seconda casa, mutui aziendali) può ancora servire l'atto notarile di cancellazione (costo: 300-700 €), spesso fatto contestualmente al rogito per efficienza.

Approfondisci il funzionamento dell'ipoteca e il legame con annotazione ipotecaria nelle guide dedicate.

Modo 2: Accollo del mutuo (quando le condizioni sono buone)

L'accollo del mutuo è il passaggio del debito dal venditore al compratore, che subentra nelle rate residue senza accendere un nuovo finanziamento.

Quando conviene proporlo

Se il tuo mutuo ha condizioni migliori del mercato attuale, l'accollo può essere una leva commerciale potente:

  • Tasso fisso bloccato anni fa quando i tassi erano più bassi (es. 1,5% fisso pre-2022)
  • Tasso variabile con spread negativo
  • Mutuo "non gravato" da LTV alti o garanzie aggiuntive

Per il compratore: significa risparmiare migliaia di euro di interessi rispetto a un mutuo nuovo equivalente, e talvolta evitare un'istruttoria che il suo profilo non passerebbe.

Procedura

  1. Tu (venditore) chiedi alla banca il certificato di accollabilità del mutuo
  2. Il compratore presenta documenti reddituali alla tua banca
  3. La banca valuta il merito creditizio del compratore (come per un nuovo mutuo)
  4. Se approva, prepara un atto di accollo liberatorio (libera te dal debito)
  5. Al rogito si firmano insieme: atto di compravendita + atto di accollo

Cosa cambia per te

  • Non incassi il mutuo accollato — quel valore "resta nel prezzo": se vendi a 250.000 € e il compratore si accolla 160.000 €, lui ti paga 90.000 € + si fa carico delle rate future
  • Esci formalmente dalla fideiussione se la banca firma l'atto liberatorio (importante: senza atto liberatorio resti corresponsabile)

Modo 3: Surroga del compratore (mutuo nuovo che chiude il tuo)

In molte vendite, il compratore accende un mutuo nuovo per finanziare l'acquisto. Questo nuovo mutuo include, fra le voci, l'estinzione del mutuo del venditore.

Come si articola

  1. Il compratore chiede a una banca un mutuo per l'acquisto
  2. La sua banca eroga al rogito direttamente al notaio
  3. Il notaio paga:
    - La banca del venditore (per estinguere il vecchio mutuo)
    - Le imposte e onorari
    - Il residuo al venditore

Vantaggi e svantaggi

Per il venditore: identico all'estinzione classica (Modo 1). Differenza tecnica: il bonifico al notaio arriva dalla banca del compratore, non da un suo conto personale.

Per il compratore: può scegliere liberamente banca, tasso, durata. Non è vincolato alle condizioni del vecchio mutuo.

Per la banca venditore: identico all'estinzione classica.

In sostanza, Modo 1 e Modo 3 sono lo stesso dal punto di vista del venditore, differenziandosi solo per chi finanzia il pagamento.

Calcolo del netto venditore (passo per passo)

Per stimare quanto incassi effettivamente, segui questo schema:

Voce Esempio
Prezzo di vendita 250.000 €
– Conteggio estinzione mutuo -162.450 €
– Provvigione agenzia immobiliare (3% + IVA) -9.150 €
– Spese notarili a carico venditore -1.000 €
– Eventuali penali di estinzione (rare post-Bersani) 0 €
– Eventuali tasse di cancellazione ipoteca (no per prima casa) 0 €
– Plusvalenza tassata al 26% (solo se venduta entro 5 anni dall'acquisto, salvo prima casa) 0 € se vendita oltre 5 anni o se prima casa con i requisiti
= Netto venditore 77.400 €

Plusvalenza immobiliare: quando si paga

Se vendi un immobile entro 5 anni dall'acquisto e ottieni una plusvalenza (cioè vendi a prezzo superiore a quello di acquisto), la differenza è soggetta a tassazione:

  • Imposta sostitutiva 26% (a scelta del venditore) applicata sulla plusvalenza
  • Oppure tassazione ordinaria IRPEF inserita nella dichiarazione dei redditi

Esenzioni importanti:
- Prima casa abitativa: esente da plusvalenza se è stata l'abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso
- Vendita dopo 5 anni: sempre esente, indipendentemente dalla destinazione

Per la maggior parte dei venditori che vendono la prima casa abitata, la plusvalenza non si paga.

Vendere quando l'immobile vale meno del mutuo (caso "underwater")

È raro in Italia ma può capitare:
- Hai comprato al 100% con LTV alto + il mercato è calato
- Hai pagato la casa al picco del 2008
- Hai immobili in zone a forte deprezzamento

In questi casi, il prezzo di vendita non copre il mutuo residuo. Due strade:

Strada 1: Coprire il gap di tasca propria

Vendi al prezzo di mercato e versi tu la differenza alla banca per chiudere il mutuo. Il vantaggio: mantieni reputazione creditizia integra, ipoteca cancellata, libero da debiti.

Strada 2: Saldo e stralcio con la banca

Quando non hai risorse per coprire il gap, puoi negoziare un saldo e stralcio con la banca:
- Vendi al meglio possibile
- Proponi alla banca di accettare meno del residuo in cambio della chiusura
- Tipicamente la banca accetta sconti del 20-40% se mostra che la sua alternativa è l'asta giudiziaria

Quando funziona: se sei già in fase di insolvenza, la banca preferisce incassare 130.000 € subito invece di rischiare un'asta a 100-110.000 € fra 18 mesi. Vedi anche cosa succede se non paghi il mutuo.

Quando non funziona: se sei in regola con i pagamenti, la banca difficilmente accetterà uno sconto.

Checklist completa per vendere con mutuo

Da fare almeno 60-90 giorni prima del rogito:

  1. Richiedi una visura ipotecaria aggiornata sull'immobile (1,35 € online): controlla che non ci siano altre iscrizioni problematiche
  2. Richiedi il conteggio di estinzione alla banca (gratuito, 5 giorni): per sapere a quanto ammonta il debito alla data prevista del rogito
  3. Verifica la conformità catastale dell'immobile: un perito tecnico in mezza giornata può controllare. Eventuali sanatorie costano 1-5.000 € e richiedono settimane
  4. Calcola la plusvalenza (se vendi entro 5 anni e non è prima casa abitata): consulta un commercialista per ottimizzare
  5. Affidati a un'agenzia o vendi privatamente consapevole del netto reale (vedi il calcolo sopra)
  6. Firma preliminare con clausola sospensiva mutuo (a tutela del compratore se accende un nuovo mutuo)
  7. Coordina con il notaio la richiesta del conteggio di estinzione e la pianificazione dei flussi di pagamento al rogito

Errori comuni da evitare

1. Ignorare il capitale residuo effettivo

Molti venditori si basano sull'importo iniziale del mutuo o sull'ultima rata pagata. Il capitale residuo reale (dopo 5-10 anni di ammortamento alla francese) può essere significativamente diverso dalle attese. Sempre chiedere il conteggio aggiornato.

2. Non considerare le imposte sul ricavato

Se rientri nei casi di plusvalenza tassabile, devi accantonare il 26% dell'utile. Una vendita da 50.000 € di plusvalenza significa 13.000 € di imposte — da non dimenticare nel calcolo del netto.

3. Promettere all'agenzia immobiliare un prezzo "irreale"

Se firmi mandato di vendita a 280.000 € quando il mercato è a 250.000 €, l'agenzia non venderà mai. Risultato: settimane perse, agenzia che chiede comunque la provvigione contrattuale, e potenzialmente costretto a vendere d'urgenza più basso. Stima realistica sin dall'inizio, sulla base dei valori OMI (vedi guida valore dell'immobile).

4. Saltare la verifica della conformità catastale

Una difformità catastale (es. una parete spostata mai sanata) può bloccare la pratica al rogito o costringere il compratore a chiedere uno sconto pesante. Sempre verificare prima del preliminare.

5. Confondere accollo cumulativo e accollo liberatorio

L'accollo liberatorio (con consenso esplicito della banca) ti libera completamente dal mutuo. L'accollo cumulativo (accordo privato senza la banca) ti lascia corresponsabile verso la banca per tutto il residuo. Se accetti un accollo, esigi sempre l'atto liberatorio formale.

Vendere una casa con mutuo in corso è una pratica frequente e ben rodata: il notaio coordina tutti i flussi al momento del rogito, in modo che tu chiuda il mutuo e incassi il netto in un'unica operazione.

La regola d'oro: chiedi il conteggio di estinzione 70-90 giorni prima del rogito previsto, non solo per saperlo, ma per pianificare con chiarezza il netto che ti resta in mano. Spesso il netto è più basso delle attese: tra agenzia, mutuo da chiudere, eventuali imposte e spese tecniche, può essere il 25-35% inferiore al "prezzo di vendita" cartellone.

Per chi sta valutando se vendere ora o aspettare, vale sempre la pena rifare due conti:
- Quanto vale la casa oggi (vedi valore immobile per stimare onestamente)
- Quanto resta da pagare di mutuo (richiedi il conteggio)
- Quanto incasserei al netto (calcolo sopra)

Se il netto non basta per quello che vuoi fare (acquistare altrove, pagare debiti, investire), valuta alternative come la surroga (per ridurre la rata e tenere la casa) o l'attesa di 12-24 mesi se il mercato locale è in crescita.

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